Visita del Club Retraumobile al raduno del Cinquantennale AMSAP – 29 – 30 giugno 2019

Grazie alla visita di alcuni membri del Rétraumobile a Candelo, città gemellata con La Roche-sur-Foron, sede del Club Rétraumobile dell’Alta Savoia, abbiamo fatto conoscenza col club AMSAP di Biella.

Un ringraziamento va al personale del Municipio di Candelo che ci ha
permesso di rendere possibile questo bellissimo incontro.
Fin dall’inizio del 2019, questo viaggio in Italia ha motivato il consiglio di amministrazione del club ed i futuri aderenti.
Il progetto era di partecipare al 50 ° anniversario del Club A.M.S.A.P., sezione di Biella
(Piemonte), a circa 300 km da noi.
In un certo senso: ricambiare la cortesia degli italiani che sono venuti per il nostro raduno del 2018 a La Roche-sur-Foron … E così consolidare i nostri legami, con l’obiettivo di gemellare i nostri due clubs.

S’è cominciato con un sondaggio tra i membri del Club Rétraumobile, poi si sono registrate le iscrizioni definitive: più di 40 partecipanti con 21 automobili!
Bisognava coordinarsi con Claudio, il presidente del club italiano, che si è preso cura di trovare un albergo abbastanza grande, non troppo costoso e non troppo lontano dal centro di Biella. E’ riuscito nello scopo con grande abilità, tenendo conto del fatto che, in parallelo, l’organizzazione del loro evento ha richiesto molto tempo.
Programma: viaggio con partenza il 29 giugno, festività italiana il 30 e ritorno il 1° luglio.
Oramai da 10 giorni il tempo era buono, anzi si preparava un’ondata di caldo. L’appuntamento era stato fissato a Cluses per il sabato 29 ed alle 7.30 del mattino c’erano già 24° … Temevamo il surriscaldamento dei motori nei passi di montagna!
Ma fu solo un piccolo fusibile che causò il primo guasto, a Viuz-en-Sallaz, sulla Porsche di
Gérard. In seguito confesserà di non aver programmato di fare il “colpo del guasto alla maccina” al suo passeggero, Janine, ma il dubbio era tuttavia ancora rimasto nella mente di qualcuno …
Per ottenere quel fusibile, Gérard ha dovuto svegliare Pierrot Gavard!

SABATO 29 GIUGNO
Partenza alle 8.15 in direzione di Chamonix, poi di Martigny in Svizzera, da dove ci siamo
avvicinati al "pezzo difficile" della giornata: il passo del Gran San Bernardo, a quasi 2.500 metri sul livello del mare.
Ognuno avanza al proprio ritmo, abbastanza tranquillo. Poi la lunga discesa verso Aosta fino a San Cristoforo, dove ci godiamo un primo ed eccellente pasto italiano.
Ricordiamo tuttavia che alcuni partecipanti sono stati un po’ fuorvianti ad Aosta, a causa del colore della segnaletica stradale e hanno preso un tunnel molto, molto lungo per arrivare finalmente nello stesso momento degli altri al ristorante. Il caso a volte fa le cose giuste …
Prendiamo quindi la direzione verso Torino e Borgo Franco, giriamo a sinistra per imboccare poi la strada per la montagna che porta a Biella.
Gli italiani ci sono venuti incontro, ma … abbiamo mancato l’appuntamento!
Alla fine, ci siamo trovati e questi signori ci hanno portato al quartier generale del loro club, dove ci aspettavano un buon buffet e un drink di benvenuto.
Il contatto si è rapidamente stabilito tra del suo veicolo è per metà sgonfiata … Foratura lenta?

L’accoglienza ci è apparsa senz’altro calorosa.

Un’ora dopo ci accompagnano all’albergo (con aria condizionata!), dove abbiamo giusto il
tempo di prendere una rinfrescata sotto la doccia. Guy scopre che la ruota posteriore desRemy non ha freni sulla sua bella Mercedes 190SL! Il cilindro posteriore destro perde e il liquido dei freni ci scappa via … Remy riparerà il difetto il lunedì mattina (con un chiodo …) e finirà il viaggio in sicurezza. Uffa!
Da parte sua, Lucien Ugolini sta combattendo con la frizione dell’A310 Alpine, prestatagli da Jean-Paul.
Un membro del club italiano ci viene a prendere alle 20:15: prendiamo le nostre macchine per andare in campagna.
Il ristorante è di prima classe e ci godiamo un’ ottima cena, fatta di molti piatti raffinati, ben accompagnati dal vino!
È quasi mezzanotte e ci viene offerta la possibilità d’ andare a Candelo per una breve visita
notturna. Tutti sono stanchi e alla fine decidiamo di tornare piuttosto all’albergo.

DOMENICA 30 GIUGNO
Domenica mattina, il tempo è bello e caldo. Colazione alle 7 del mattino. Guy ha cambiato la sua ruota.
Un simpatico italiano ci viene a cercare alle 8 del mattino per guidarci fino ad una grande
piazza, dove le macchine sono man mano riunite.
Oltre alle nostre, ci sono auto bellissime e splendidamente restaurate, a maggioranza italiana (ma non solo): Alfa Romeo (tra cui un "osso di seppia" convertibile), Lancia (B20 e B50) e Fiat di prima e dopo la guerra.
A ciascuno viene consegnata una borsa contenente una stampa originale, incorniciata e
autografata dal disegnatore Aldo Brovarone, una pochette in pelle, una bella medaglia da
cruscotto, un distintivo e un Road-book per la gita mattutina.
Per chi non conosce Aldo Brovarone, ricordiamo che si tratta di un noto designer della
“Pininfarina” di Vigliano Biellese, nella periferia di Biella. Ha disegnato o contribuito alla
progettazione di molti veicoli, sia della Ferrari (tra gli altri la F40), di Maserati e Lancia, ma anche della Peugeot (la 504)!
Intorno alle 9:15 i veicoli iniziano a muoversi per gruppi in base all’età delle macchine (e non dei passeggeri …), ma si resta sempre insieme.
Non è facile seguirsi in città, anche di domenica; per fortuna abbiamo un Road-book davvero molto dettagliato e … per di più in francese !
Questa scampagnata sulle colline intorno a Biella ci fa notare che, sfortunatamente, l’industria della filatura, specialità della regione, ha risentito molto della concorrenza asiatica. Molte fabbriche sono chiuse e abbandonate. Ma il paesaggio resta bello.
Torniamo a Biella verso le 11:00, e in centro, in un luogo bello e spazioso, siamo accolti e
parcheggiati ”a pannocchia” su ambedue i lati della strada.
Questo permette una magnifica esposizione di un centinaio di belle, vecchie macchine e
motocicli. Le auto italiane prebelliche (compresa una Diatto del 1922, tutt’altro che comune) sono un po’ in disparte, di fronte a una dozzina di motociclette e ad un autobus turistico OM del 1954 che attende i suoi futuri passeggeri.
Passiamo davanti a tutte le macchine, scattiamo foto, poi andiamo a visitare il centro storico pedonale e la piazza Vittorio Veneto, ricoperta d’alberi secolari molto belli (cedri, sequoie, ecc.).

Alle 12:45, abbiamo appuntamento in un ristorante delle vicinanze e lì ci godiamo un ottimo pranzo, abbondante, come richiede la tradizione italiana, a cui però non siamo allenati. Ma dal momento che tutto è buono …
Gli “oli” del A.M.S.A.P. sono presenti al pranzo, come pure i membri fondatori e gli ex-
presidenti. Diverse persone fanno brevi discorsi e Claudio, presidente in carica, pronuncia parole di tributo e ringraziamento e sottolinea la nostra presenza, il tutto in francese!
In questa occasione gli consegniamo il trofeo, opera di Serge (Riton per gli intimi), costituito da corone dentate e bielle di motori (che in italiano richiamano la “biella” come il nome della città di cui siamo ospiti, segui?). Un mazzo di fiori è anche offerto a sua moglie.

Torniamo alle macchine. Alcuni faranno il giro della città nel piccolo amichevole bus OM.,
mentre i dirigenti del club A.M.S.A.P. procedono all’esame ed alla selezione delle 3 auto
preferite del pubblico. Tutti i veicoli partecipanti girano intorno alla piazza e passano di fronte al tavolo degli organizzatori. Un relatore del club italiano descrive rapidamente le caratteristiche di ogni mezzo a motore presentato che poi riprende il suo posto nel parcheggio d’esposizione.
Durante questa sfilata, poco prima di apparire di fronte al pubblico, la Fiat 124 (1a serie) di
Lucien Simond si rifiuta di partire. Viene quindi spinta verso il presentatore ed infine rispinta al suo posto nel parcheggio, e ciò malgrado tutti abbiano dato un loro consiglio, mentre Lucien e suo fratello Rémy cercavano di rimediare al problema: accensione, arrivo di benzina ecc.. Tutto è stato tentato, ma nulla ha funzionato. C’è di che perdere il suo … latino, cosa vergognosa in Italia! Finalmente, dopo 2 ore di ricerche, si scoprirà che il colpevole è un coperchio metallico sul Delco, che probabilmente funge da antiparassitario, ma però devia le scintille destinate alle candele !
Il conteggio ed i risultati delle schede dei votanti? Una “cassa quadrata” prebellica italiana
ottiene il 3° posto, mentre una bella “Morgan” rossa, pure d’avanguerra, arriva al 2°. Ed a chi viene assegnato il 1° premio? Al nostro amico Bruno e al suo “cabriolet Rosengart” Super-Traction LR539 dell’anno 1939! E questo nonostante si debba pure quì spingere la macchina onde riceva la sua coppa, visto che il suo motore si rifiuta di mettersi in moto. Non si è trattato d’un vero guasto, se si capisce cosa intendo dire … Infatti è ripartito subito dopo che il suo proprietario ha messo alcuni litri di carburante nel serbatoio. Ah, questi strumenti di controllo capricciosi … Ma è stato bello vedere lo spirito di squadra: più di 10 persone si son messe a spingere la macchina in salita per raggiungere il podio!
Verso sera un membro del club italiano torna a prenderci all’albergo e ci riaccompagna vicino al luogo della manifestazione pubblica, in un ristorante tipico locale, dove per cena gustiamo pietanze molto buone, tra cui una deliziosa carne fredda.
Le conversazioni sono rumorose e gioiose e il contatto con gli italiani è generoso e piacevole.
Rientriamo all’ hotel in ordine sparso; alcune persone volevano andare a Candelo, ma si persero e ci rinunciarono.

LUNEDI, 1 LUGLIO
Lunedì mattina: fa sempre bello e caldo. Partenza dopo la colazione del mattino, accompagnati e guidati da membri dell’ A.M.S.A.P. Sosta sul cilio della strada per salutare e ringraziare gli amici di Biella, poi proseguiamo sulla stessa strada del sabato, fino ad Aosta. Nuova fermata,
ma questa volta per comprare frutta fresca (ciliegie e albicocche).Dopo Aosta, svoltiamo in
direzione Courmayeur, quindi attacchiamo il passo San Carlo. È piuttosto ripido e alcune
macchine si scaldano: le Ariane e Opel devono fermarsi per 20 minuti a 2,5 km dalla cima, onde raffreddare il loro motore. Ma il peggio succede alla Matra di Riton, che perde tutto il suo liquido refrigerante a solo 1 km dalla vetta (1.950 m). Dovrà essere rimorchiata … da un trattore agricolo! Un po’ più lontano l’Alpine s’è fermata, ancora afflitta da problemi alla frizione.
Giù dal passo San Carlo raggiungiamo la strada del Petit-Saint-Bernard, colle che deve essere poi nuovamente risalito ((2.188 m).) Non è necessario fermarsi in cima con un radiatore bollente, tuttavia bisogna raffreddarlo almeno un po’. Aimé e Suzelle stanno facendo gli ultimi della fila e il loro “spider Alfa Romeo” soffre …

Nella discesa dopo il passo, ci fermiamo a Seez, all’hotel Belvedere, che ha aperto
appositamente per noi il lunedì. Il pasto è molto buono, ma arriviamo tardi e in ordine sparso, il che non è molto conveniente per lo chef. Risolviamo il problema dell’Alpine e poi si intraprende la discesa verso Beaufort.
Il passo del Cormet de Roselend (1.968 m) è bellissimo, con il panorama del lago artificiale, ma cominciamo a sentire la stanchezza! È fatale per il nostro amico Coco: il motore della sua auto si scalda; al controllo, risulta che il ventilatore non funziona più. Dopo aver versato 7 litri di acqua
nel serbatoio, riparte per scendere almeno fino al ristorante. A Beaufort: stop “reflection”: il percorso ufficiale prevede ancora 2 passi montani: Saisies e Aravis. Coco lascia il suo veicolo sul posto e tornerà a prenderlo martedì. Alcuni gettano la spugna, rinunciando al bicchiere d’addio, e proseguiranno così attraverso Albertville e Ugine fino ad Annecy, in quasi pianura …
Ritorno a casa verso le 20:00, poco prima della grande tempesta sulla nostra regione

CONCLUSIONE
È stato un viaggio e un (lungo) weekend memorabili, sotto la supervisione degli organizzatori, Suzelle e Aimé Morel e Michèle e Serge Richard. Tutto è andato bene, tranne per i pochi problemi sopra ricordati. Menzione "molto buona" per Bruno e per la sua ottantenne Rosengart, che ha fatto il viaggio "fino in fondo" con 4 persone a bordo. Notare anche la resistenza e la determinazione di Isabelle, la cui Ariane pur riscaldandosi sui passi alpini e con freni sofferenti a causa del peso della vettura, ha saputo tuttavia fermarsi quando era necessario e non ha avuto il minimo guasto.
Dobbiamo infine sottolineare l’eccezionale accoglienza e la gentilezza del presidente e dei
membri del club italiano di Biella, che ci han accompagnato, facilitando le cose sul posto e
dedicandoci molto tempo, facendo per di più il tifo per noi e le nostre macchine.
Tanto è stato il piacere d’essere insieme che ci hanno già annunciato che verranno a La Roche-sur-Foron per il nostro rally del 22 settembre. Avremo a cuore di “rendre l’ascenseur”!
Grazie poi a Bernard per aver pensato a procurarci le bandierine italiane e francesi: un dettaglio molto apprezzato.
Senza dubbio, i 44 partecipanti a questa meravigliosa gita si sono divertiti molto. Il tempo è stato bellissimo, il che ha di certo contribuito al successo di questa “corsa” di circa 650 km in 3 giorni. Da rifare!

Vedi la descrizione dell’ evento anche su retraumobileclub74

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