13/10/2020 – LA SCOMPARSA DEL DESIGNER ALDO BROVARONE

13/10/20 COMUNICATO STAMPA 20AMCS03

LA SCOMPARSA DEL DESIGNER ALDO BROVARONE

Fu capo ufficio stile di Pininfarina e autore di decine di capolavori automobilistici

E’ mancato a 94 anni, una settimana dopo la scomparsa della moglie Martarita

Si è spento ieri, lunedì 12 ottobre 2020, all’Ospedale Molinette di Torino (dove era ricoverato da alcuni giorni, dopo la scomparsa della moglie Martarita, mancata la scorsa settimana), lo stilista e designer automobilistico Aldo Brovarone.

Nato a Vigliano Biellese il 24 giugno del 1926, Brovarone era persona molto nota nel mondo motoristico, in cui aveva cominciato a lavorare alla fine della II Guerra Mondiale, dopo il trasferimento in Argentina. Lì aveva conosciuto il “padre” della Cisitalia, l’industriale torinese Piero Dusio, che, con l’appoggio del presidente argentino, Juan Peron, aveva da poco dato vita (1949) alla Auto Ar (Automotores Argentinos), prima casa automobilistica del paese sudamericano.

Quando l’avventura argentina terminò (1953), Dusio, tornato in Italia, volle Brovarone con sé come stilista della nuova Cisitalia. L’azienda, però, non riuscì a decollare e così Brovarone, l’anno successivo, passò alla Pininfarina, dove rimase fino al termine della sua carriera professionale (iniziata come semplice stilista e chiusa come capo ufficio stile).

In trentacinque anni Brovarone ha “firmato” moltissimi progetti Pininfarina e creato veri e propri capolavori automobilistici. Sua la Dino 246 GT/GTS, considerata una delle più eleganti automobili di tutti i tempi; ma sue sono anche vetture più “commerciali” come le Peugeot 504 e 604, la Lancia Gamma Coupé (e le sue derivazioni Scala, Olgiata e T-Roof) e il notissimo spider Alfa Romeo Duetto.

Indimenticabile il suo “canto del cigno”, ovvero la mitica Ferrari F 40, disegnata con Leonardo Fioravanti nel 1987, poco prima di andare in pensione.

Amico dell’AMSAP (Auto Moto Club Storico Italiano) Aldo Brovarone, zio di Cesare Brovarone, consigliere del Club e presidente della Scuderia Giovanni Bracco (nonché curatore della collezione di documenti di Aldo Brovarone), è stato il “punto di riferimento” dei due Concorsi di Eleganza che il Club biellese ha negli anni scorsi organizzato: a Villa La Malpenga di Vigliano Biellese (nel 2016) e al Ricetto di Candelo (nel 2017).

A Cesare e al figlio di Aldo, Enrico, porgiamo le nostre più sentite condoglianze” ha detto il presidente AMSAP, Claudio Milan; “è mancato un amico, è mancato un Grande!”

Nota: in allegato, un brano dedicato ad Aldo Brovarone, tratto dal del libro “Cinquant’anni di passione”, edito a fine 2019, in occasione del cinquantenario dell’AMSAP

Massimo Gioggia (tel. 335 7066882 – m.gioggia@hotmail.com)

AMSAP – Via Nazario Sauro 15 – Biella – www.amsapbiella.it

MA DAI, L’HA DISEGNATA LUI?

(dal libro “Cinquant’anni di passione” di Massimo Gioggia)

Vedi le sue realizzazioni e dici “ma dai, l’ha disegnata lui?” Più di tante biografie, infatti, sono le opere a parlare di Aldo Brovarone. Uno stilista “vecchia maniera”, che ha sempre lavorato a mano, senza computer, realizzando un capolavoro dopo l’altro.

Nato a Vigliano Biellese nel 1926, Brovarone subito dopo la guerra si trasferì, senza nemmeno aver potuto ultimare gli studi tecnico commerciali, in Argentina.

A Buenos Aires cominciò a lavorare per uno studio pubblicitario, dove ebbe l’occasione di conoscere l’industriale Piero Dusio, che lo portò con sé dapprima alla AutoAr (Automotores Argentinos) e, qualche anno più tardi (1952), a Torino alla sua Cisitalia.

Quando quest’ultima entrò in crisi, Brovarone passò alla Pininfarina, azienda dove rimase per tutta la durata della sua attività lavorativa.

La prima automobile che creò fu la Maserati A6 GCS berlinetta del 1953, che fu prodotta in soli quattro esemplari. Negli anni ‘60 lavorò soprattutto sulle vetture Ferrari, ideando la splendida Ferrari Superfast II del 1960 e, qualche anno più tardi, la berlinetta Dino 246, da molti considerata il suo capolavoro assoluto, presentata per la prima volta nello stand Pininfarina a Parigi nel 1965.

Dalla sua matita uscirono anche le linee della Giulia Sport tubolare e, anni dopo, dell’Alfa Romeo Eagle, realizzata su base Alfetta.

Nel campo delle vetture di serie, va ricordato che Brovarone ha dato il suo apporto stilistico alla Peugeot 504 (1968), alla Peugeot 604 (1975) e alla Lancia Gamma Coupé (1976). Sue anche le derivazioni Scala, Olgiata e T-Roof, “concept car” molto apprezzate dal pubblico ma mai entrate in produzione.

Il “canto del cigno” di Brovarone è la mitica Ferrari F 40 che ha disegnato insieme a Leonardo Fioravanti poco prima di andare in pensione.

Anche da “pensionato” però Brovarone ha continuato a “dire la sua” nel mondo del design automobilistico: la collaborazione con la carrozzeria Stola, per esempio, ha portato alla creazione di numerosi modelli derivati da Porsche.

13/10/2020 – LA SCOMPARSA DEL DESIGNER ALDO BROVARONE

 

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